Alla scoperta delle norme dedicate all’intelligenza artificiale

 

Proteggere i dati nell’era dell’AI: guida alla conformità tra GDPR e AI Act

 

 

AI Act e GDPR: l’uno non esclude l’altro

L’intelligenza artificiale sta trasformando il nostro mondo a una velocità sorprendente, aprendo nuove frontiere ma anche inedite sfide, soprattutto quando incrocia il delicato tema della protezione dei nostri dati personali. 

Nonostante la sua formulazione tecnica, l’AI Act stabilisce un principio fondamentale: le regole sulla protezione dei dati personali, sancite principalmente dal GDPR e dalla normativa sulle comunicazioni elettroniche (in Italia, il Codice Privacy), rimangono pienamente applicabili anche nel contesto dell’intelligenza artificiale. 

In altre parole, l’AI Act non sostituisce le tutele esistenti, ma si affianca ad esse, con alcune specifiche eccezioni. Questo significa che ogni passo nello sviluppo, nell’implementazione, nell’acquisto o nell’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale deve necessariamente tenere in considerazione anche le rigorose norme stabilite in materia di protezione dei dati personali. 

In un panorama in cui nuove funzionalità e modelli di AI emergono quotidianamente, le aziende si trovano a dover gestire un complesso intreccio di obblighi normativi.

 

 

Gli obiettivi delle due regolamentazioni 

Il GDPR e le leggi sulla privacy condividono un obiettivo primario: proteggere gli individui attraverso la tutela dei dati che li riguardano. Queste informazioni, che spaziano dai dettagli più comuni a quelli più sensibili, sono intrinsecamente legate alla nostra dignità e autonomia. Pur riconoscendo la fondamentale libertà d’impresa e il potenziale commerciale dei dati, la loro protezione adeguata è imprescindibile.

L’AI Act, d’altro canto, mira a salvaguardare i valori europei promuovendo al contempo l’innovazione e la competitività. Il suo scopo è trovare un delicato equilibrio tra il progresso tecnologico e la tutela dei diritti umani, assicurando che l’avanzamento dell’AI avvenga in modo etico e responsabile.

Il GDPR responsabilizza le aziende, richiedendo l’adozione di misure concrete per proteggere i dati trattati e salvaguardare i diritti degli interessati, nel rispetto dei principi fondamentali e attraverso azioni mirate a minimizzare i rischi (valutazioni d’impatto, notifiche di violazione, risposte alle richieste di accesso). 

Allo stesso modo, l’AI Act mira a prevenire la produzione e l’uso di sistemi eccessivamente rischiosi. Laddove esistano dei rischi, impone trasparenza, comunicazione chiara, azioni di mitigazione e mantenimento del controllo e della responsabilità da parte di chi sviluppa, adotta o utilizza tali sistemi.

 

 

Sanzioni e conseguenze

Ignorare queste normative espone le organizzazioni a conseguenze severe, che vanno ben oltre le pesanti sanzioni economiche. 

Le multe previste, come quelle del GDPR che possono raggiungere il 4% del fatturato globale, sono solo la punta dell’iceberg. 

Le autorità competenti per l’AI Act hanno il potere di imporre misure correttive incisive, dalla riprogettazione dei sistemi all’interruzione di specifiche operazioni di trattamento dati. 

A ciò si aggiungono danni reputazionali significativi, la perdita della fiducia dei clienti e un’intensificazione dei controlli da parte degli organi di vigilanza.

Le imprese inadempienti rischiano concretamente di essere escluse dal mercato e di dover affrontare costosi e impegnativi piani di risanamento per ristabilire la conformità e recuperare credibilità.

 

 

Gestire la complessità: strategie per la conformità

Adottare solidi framework di governance dell’AI, affiancati da periodiche verifiche di conformità e da sistemi che rendano trasparenti i processi decisionali algoritmici, rappresenta una strategia lungimirante. 

Parallelamente, investire nella preparazione del personale e in una progettazione eticamente consapevole consente alle imprese di internalizzare i dettami normativi e di ridurre significativamente i rischi di non conformità. 

La creazione di team di conformità multidisciplinari e la collaborazione con consulenti legali specializzati possono rafforzare ulteriormente la governance. 

L’integrazione del principio della “privacy by design” assicura che la protezione dei dati sia un elemento fondamentale fin dalla concezione dei sistemi. 

Infine, un costante aggiornamento sul mutevole scenario normativo e una gestione proattiva della propria governance permetteranno alle aziende di anticipare le sfide legali ed etiche poste dall’intelligenza artificiale.

 

Le sfide

L’impiego dell’intelligenza artificiale solleva questioni fondamentali per la protezione dei dati.

L’AI, con la sua potenza di calcolo e i sofisticati sistemi di riconoscimento, rende estremamente più facile risalire all’identità degli individui, anche a partire da dati originariamente anonimizzati o pseudonimizzati. Inoltre, il minor controllo che possiamo avere sulle nostre informazioni in un ecosistema guidato dall’AI e la capacità di molti modelli di generare nuove informazioni personali tramite deduzione aumentano i rischi per la nostra riservatezza. Individui potrebbero essere identificati o profilati basandosi su elementi informativi che superficialmente non appaiono personali. 

In questo contesto, i principi di liceità, minimizzazione, pertinenza e legittimità del trattamento sanciti dal GDPR, insieme ai diritti delle persone e alle tutele previste per le decisioni automatizzate, assumono un’importanza cruciale.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel trattamento dei dati personali ne modifica la natura, rendendoli più fluidi e contestuali. La nozione di dato personale secondo il GDPR include non solo le informazioni che identificano direttamente un individuo, ma anche quelle che possono portare alla sua identificazione in un momento successivo, anche per deduzione: le crescenti capacità dei modelli AI possono trasformare elementi inizialmente anonimi in dati personali a tutti gli effetti.

Questi sono solo alcuni dei motivi che hanno spinto il legislatore europeo a intervenire e rappresentano le sfide che le organizzazioni dovranno affrontare per garantire la compliance. 

È necessario implementare misure di sicurezza più rigorose, assicurare una maggiore trasparenza nei processi di trattamento e accrescere la consapevolezza di utenti e organizzazioni.

Il percorso verso una piena conformità nell’era dell’intelligenza artificiale è complesso ma necessario. 

Nelle prossime newsletter esploreremo nel dettaglio le sfide specifiche e le strategie pratiche per navigare con successo questo scenario in continua evoluzione. 

Restate con noi per approfondire come trasformare gli obblighi normativi in opportunità per un futuro digitale più sicuro e responsabile.

 

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Ci vediamo la prossima settimana.

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